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SOULCALIBUR VI

da admin

 

18 OTTOBRE |
Genere
Piattaforma
Sviluppo
Publisher
Picchiaduro
PS4 – Xone – PC – NSW
Bandai Namco
Bandai Namco

Tra i migliori picchiaduro dell’anno
Non è un vero e proprio Reboot della serie, ma riesce a fondere nel gioco tutte quelle caratteristiche che hanno fatto amare la saga anche a un pubblico comunemente lontano dal genere.
A sei anni di distanza dall’ultimo capitolo, Bandai Namco torna in grande stile con il nuovo episodio della saga di Soul Calibur che racconta la storia della leggendaria Soul Blade, una mitica spada invincibile che sembra donare poteri straordinari a chi la possiede. Soul Calibur VI non solo rinasce dalle ceneri di un quinto capitolo un pò sottotono, ma si conferma uno dei migliori picchiaduro del 2018; con tantissime migliorie e stravolgimenti che lo rendono, probabilmente, uno dei migliori esponenti dell’intera serie.
Il nuovo titolo Bandai Namco si distingue da tutti gli altri esponenti del genere per la presenza di due modalità in single player, molto più elaborate e complete di quelle proposte solitamente dai normali picchiaduro: le cronache dell’anima e bilancia dell’anima.
La modalità Le cronache dell’anima ci da modo di seguire le vicende del filone principale della trama e delle vicissitudini di oltre venti personaggi, con storie più o meno lunghe disseminate lungo la linea temporale del titolo. La modalità storia di Soul Calibur VI è caratterizzata da scontri alternati a scene dialogate, e da un arco temporale che va dal 1583 al 1590; di conseguenza, questa nuova opzione permetterà di comprendere appieno tutte le sfaccettature della trama dal punto di vista di tutti i personaggi. La cura per i particolari e per i retroscena che riguardano i protagonisti della storia, rendono molto piacevole questa modalità, aumentando il grado di coinvolgimento del giocatore grazie alle sezioni dialogate, realizzate non come filmati in computer grafica bensì come sequenze fisse disegnate a mano.
Se tutto questo non fosse abbastanza, entrando nel Museo potrete trovare un enorme quantitativo di testi, biografie, documenti e un compendio di personaggi e armi, alcuni sbloccabili tramite PA (Punti Anima).
La modalità Bilancia dell’anima invece, rappresenta la chiara evoluzione delle Cronache della Spada presenti nel terzo capitolo della saga. Si tratta di un mix ben bilanciato tra picchiaduro e gioco di ruolo, dove innanzitutto dovremo creare il nostro alter-ego virtuale, scegliendo tra una moltitudine di opzioni, vestiti e accessori disponibili; e successivamente lanciarlo in battaglia scegliendo preventivamente l’arma da utilizzare e il cibo da mangiare. Queste ultime due scelte saranno fondamentali: ogni arma infatti, ha una serie di abilità e caratteristiche particolari che influenzano soprattutto il moveset e le abilità del personaggio; il cibo invece sarà indispensabile per ottenere dei bonus passivi durante la battaglia.
All’interno dei luoghi e delle città visitate sarà possibile trovare dei mercanti dai quali acquistare o potenziare armi, o procurarsi dei cibi particolari; seguendo la tradizione della serie, inoltre, gli scontri in questa modalità possono presentare condizioni diverse dalla norma (alcune tipologie di attacchi potenziati/indeboliti, pavimento scivoloso, ecc.).
La narrazione dunque si articola in numerose quest, sia principali che secondarie, funzionando abbastanza bene e tenendovi impegnati per molto più tempo rispetto alla classica modalità storia.
Ogni capitolo della saga di Soul Calibur ci ha abituato ad avere degli special guest nel roster come ad esempio Darth Vader, Kratos o Ezio Auditore. Anche questo episodio non è da meno, aggiungendo alla già corposa lista di personaggi giocabili anche Geralt di Rivia, storico protagonista della serie The Witcher di CD Projekt Red.
Grazie ad uno stile di combattimento unico, ai caratteristici segni che si sposano perfettamente con il sistema di combo e ad un episodio narrativo che si fonde in maniera egregia con le ambientazioni di Soul Calibur, la comparsa dello Strigo si conferma come uno dei crossover meglio riusciti dell’intera saga.Soul Calibur VI ha innegabilmente effettuato un passo verso l’accessibilità; il picchiaduro vuole essere più spettacolare del solito, dando la possibilità anche ai meno esperti del genere di effettuare combo altamente coreografiche con il minimo sforzo. Una delle novità più significative del gameplay è rappresentato dal Taglio Invertito: con questa particolare azione i due opponenti entreranno in uno stato di slow-motion, una sorta di mini duello in cui i personaggi dovranno contrastarsi premendo uno dei tre tasti d’attacco, in un gioco simile alla morra cinese. Il team di Project Souls ha pensato anche ai fan di vecchia data: la Parata a impatto torna utilizzabile in qualsiasi momento durante lo scontro, senza andare ad intaccare la barra dell’energia quando usata; punto di vantaggio per i veterani che padroneggiano il gameplay e fanno del tempismo la loro arma principale.
Ad aggiungere più enfasi ai combattimenti troviamo Carica dell’anima: un potenziamento temporaneo di breve durata, che ha effetti variabili sui guerrieri, sblocca nuove mosse e può, se usato a dovere, ribaltare le sorti di un match. In questo episodio torna anche la Lama critica che non è altro che un mossa speciale da utilizzare quando la relativa barra raggiunge il massimo, dando vita a tecniche spettacolari e coreografiche.
L’insieme di tutte queste caratteristiche, insieme al juggling ben calcolato, agli immancabili Ring Out e alle proiezioni, danno vita ad un gameplay frenetico ed emozionante, mai scontato e sempre aperto ai rovesciamenti di fronte grazie alle nuovissime meccaniche di gioco.Dal punto di vista grafico possiamo dire che, come per Tekken 7, il passaggio all’Unreal Engine ha fatto molto bene alla serie. Grazie a modelli poligonali dei personaggi e delle arene realizzate in maniera egregia, e ad un frame rate ancorato ai 60 fps, Soul Calibur VI riesce a soddisfare anche i giocatori più esigenti.
L’ultima opera del team Project Souls possiede, come ogni beat ‘em up che si rispetti, anche una modalità online dotata di alcune delle opzioni immancabili: partite del giocatore in lobby, sfide classificate, ma non riserva sorprese. Mancano attualmente opzioni indispensabili per far crescere la scena competitiva, ed è forse questo l’unico neo di una produzione che, dopo il brutto scivolone del quinto capitolo, sembra segnare il ritorno in grande stile della saga di Soul Calibur sulla scena dei picchiaduro su console.

A cura di Steven Ferro


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