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BATTLEFIELD V

da admin

A cura di Valerio Turrini

20 NOVEMBRE |
Genere
Piattaforma
Sviluppo
Publisher
Sparatutto
PS4 -Xone – PC
DICE
EA

Il ritorno alla Seconda Guerra Mondiale di DICE, poche novita’ e tantissime certezze!
È finalmente giunto il momento di mettere le mani sull’interpretazione di DICE della seconda Guerra Mondiale, un terreno ben noto visto che il primissimo Battlefield fu proprio ambientato durante questo stesso conflitto, ma da allora le cose sono cambiate parecchio e Battlefield V si presenta in una veste fresca, rinnovata sotto molti aspetti e adatta veramente a tutti.
Partiamo col dire che Battlefield V ci racconta una Seconda Guerra Mondiale mai vista prima, ben diversa dai soliti scenari che siamo abituati a vedere nei film e negli altri videogiochi, ma dedicata a ipotetici soldati semplici che fanno il proprio dovere, non ai soliti eroi invincibili. Ne è la riprova il fantastico capitolo di introduzione e le successive Storie di Guerra, che raccontano delle battaglie ben meno rinomate rispetto al solito sbarco in Normandia e a Pearl Harbour. In Battlefield V andremo a scoprire la storia dell’esercito inglese in Nord Africa, della resistenza partigiana in Norvegia e di un soldato proveniente dalle colonie francesi, più altre storie di guerra che verranno introdotte con i futuri aggiornamenti, che ricordiamo saranno completamente gratuiti, sia per il singleplayer che per il multiplayer.

La storia come sempre viene raccontata in maniera magistrale grazie a filmati dall’ottima regia e dalla realizzazione quasi cinematografica, nonostante siano elaborati con il motore di gioco.
Questa volta però, la soluzione adottata da DICE offre molta più libertà di movimento rispetto al passato, con l’abbandono dei soliti livelli su binari in favore di mappe più grandi e liberamente esplorabili, dove sarà possibile sfruttare i veicoli e affrontare i diversi obbiettivi secondo la nostra preferenza, andare in cerca di specifiche armi che ci potranno aiutare nel corso del gioco e con la necessità di analizzare la zona di battaglia con il binocolo, per localizzare gli obiettivi primari e secondari come gli allarmi, che se verranno attivati richiameranno rinforzi, trasformando una semplice missione di infiltrazione in una battaglia serrata. La campagna di Battlefield V scorre bene e veloce, rappresenta come al solito un enorme introduzione all’esperienza di gioco che ci aspetta nel multiplayer, ma DICE riesce a renderla più di un semplice tutorial, trasmettendo le emozioni giuste e cruente della Seconda Guerra Mondiale come mai prima d’ora.
Il cuore di Battelfield V è ovviamente il multiplayer, la punta di diamante della serie che l’ha resa celebre in tutto il mondo e che quest’anno punta a riconfermare la sua formula già testata e amata senza stravolgere nulla.
Battlefield V presenta le classiche modalità multiplayer che hanno fatto la fortuna della serie come Conquista, Deathmatch e le Operations introdotte in Battlefield 1 (ora Grand Operations); enormi mappe dove darsi battaglia in partite per un massimo di 64 giocatori, esplorazione libera della mappa, veicoli, distruzione, tutto è al suo posto ed è esattamente quello che i fans desideravano, ma DICE ci ha tenuto a presentare anche qualche gradita novità.
La novità più importante riguarda sicuramente il gioco di squadra, che in Battlefield V viene enfatizzato e spesso risulta necessario per battere una fazione avversaria ben organizzata.
La divisione in mini-gruppi era già presente in passato, ma adesso se ne tiene conto di più e giocare con i nostri amici, magari in chat vocale ci può aiutare veramente tanto. Inoltre ogni giocatore può curare i compagni e una volta colpiti non si muore subito, ma c’è un tempo di sanguinamento entro il quale potremmo essere rianimati da un compagno e tornare all’azione.
Oltre a questo, ci viene fornito un medi-kit ad ogni respawn da usare su di noi (non è necessario per curare i compagni) e perciò viene enfatizzata la tattica rispetto al solito corri e spara, che in Battlefield V è assolutamente controproducente.
Un’altra novità che ci è piaciuta è quella relativa alle classi, che ora vengono arricchite dalle specializzazioni, le quali ci conferiranno delle abilità bonus da utilizzare in-game dedicate alla classe di riferimento.
Altra novità riguarda la personalizzazione e il potenziamento delle armi, che ora potranno essere personalizzate solo nell’estetica e nel mirino, mentre i potenziamenti su gittata, rinculo e così via, verranno sbloccati attraverso un albero delle abilità dedicato ad ogni arma, con diverse vie percorribili che escludono ovviamente altri possibili potenziamenti utili. Tutto ciò probabilmente verrà ampliato nel corso del tempo dagli sviluppatori che promettono un supporto continuo a Battlefield V al quale ricordiamo, manca la modalità Firestorm (battle royale) e Combined Arms (cooperativa), che verranno introdotte successivamente.
Dal punto di vista tecnico DICE ci ha abituato bene e riconferma l’ottimo lavoro anche in Battlefield V, mosso da un Frostbite tirato a lucido che ancora riesce a stupire, nonostante in questo caso qualche sbavatura c’è, soprattutto nelle compenetrazioni e nella fisica, spesso poco precise e affette da qualche glitch di troppo, ma nulla di irrisolvibile dalle future patch. Il framerate ricordiamo che è stabile sui 60 fps, un traguardo importantissimo e necessario per gli sparatutto e come sempre, DICE regala diversi momenti creati ad-hoc per lasciare a bocca aperta il videogiocatore, soprattutto legati alla gestione dell’illuminazione, un vero cavallo di battaglia del Frostbite.
Ad aggiungersi all’ottimo comparto grafico non poteva mancare una colonna sonora di tutto rispetto, con sonorità epiche in stile Hans Zimmer che accompagnano le nostre avventure online e offline.
Nel complesso il gioco è ben realizzato quindi, ma qualche bug di troppo potrebbe far storcere il naso ai più pignoli e perciò speriamo che DICE risolva questi problemi al più presto, anche se ribadiamo che sono difetti minori, che non vanno a minare l’esperienza di gioco.

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