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KINGDOM HEARTS III

da admin

A cura di Valerio Turrini

29 GENNAIO 2019 |
Genere
Piattaforma
Sviluppo
Publisher
Action
PS4 – Xone
Square Enix
Square Enix

Dopo oltre 10 anni di attesa, siamo giunti alla fine di un’era!
Era il lontano 2005 quando finito Kingdom Hearts 2 sulla gloriosa Playstation 2, i videogiocatori di tutto il mondo hanno iniziato un conto alla rovescia che nessuno sapeva per quanto sarebbe durato, ci si aspettava molto, ma non così tanto.

Nel frattempo ci sono stati tantissimi spin-off, alcuni utili ai fini della trama come Birth By Sleep e 3D Dream Drop Distance, altri dimenticabili, ma nulla poteva colmare la nostra vogli di sapere come sarebbe andata a finire l’avventura di Sora e del Keyblade, niente ci avrebbe saziato come l’attesissimo terzo capitolo. Ebbene, dopo esattamente 14 anni il conto alla rovescia è concluso, Kingdom Hearts 3 è finalmente realtà.

Togliamoci subito il dente della trama senza fare alcuno spoiler, perché parlare della trama e del finale di una storia così lunga nel tempo è molto complicato perciò ci limiteremo a dare un parere generale sul ritmo dato al gioco e sulla trama nella sua completezza, senza andare nello specifico.
In Kingdom Hearts 3 la trama si divide in due tempi, nel primo avremo modo di riportare alla memoria e fare chiarezza sulle basi della complessa trama di Kingdom Hearts che sicuramente non avrà segreti per i fans più sfegatati che hanno giocato ogni singolo capitolo della serie spin-off inclusi, ma che risulta confusionaria e complessa per chi li ha giocati molto tempo fa o per chi ne ha saltato qualcuno di quelli importanti. I mondi Disney presenti in Kingdom Hearts 3 ci aiuteranno in questo e progrediranno nella trama principale a poco a poco, rivelandoci quel tanto che basta per tenere il ritmo alto e invogliarci ad andare avanti. Nella seconda parte del gioco invece, la trama subisce un’impennata enorme, fino alla conclusione di questa storica era videoludica che a molti di noi, ci accompagna fin dall’adolescenza. Per concludere il discorso trama, dovete giocarlo a tutti i costi, è vostro dovere chiudere la saga e vivere questa epica conclusione in prima persona se almeno una volta avete sognato di impugnare un Keyblade e salvare il mondo.
Archiviato il discorso trama, parliamo della struttura di questo Kingdom Hearts 3 che Square Enix fortunatamente non ha voluto stravolgere in alcuna maniera, mantenendo soprattutto il sistema di combattimento tanto amato e odiato allo stesso tempo, andando a cercare delle soluzioni allo storico problema della telecamera, adesso più gestibile e meno fastidiosa e rendendolo un po’ più frenetico e ricco di possibilità, adatto sia ai neofiti che ai videogiocatori più esperti, che magari avranno più piacere nello studiare le varie possibilità che offre il combat system e tutte quelle strategie indispensabili per affrontare le complicate boss fight bonus, molto più difficili rispetto a quelle della storyline principale.
In Kingdom Hearts 3 potremo equipaggiare diversi Keyblade, ognuno con caratteristiche diverse e cambiarli durante il combattimento per creare complesse combo che ci faciliteranno i combattimenti contro le orde di nemici che ci si pareranno davanti.
A conclusione della combo verrà attivato un attacco speciale che cambierà in base al Keyblade equipaggiato in quel momento e che potrà avere caratteristiche magiche, danno ad area oppure un devastante attacco diretto ad un solo nemico, tutte meccaniche che dovremo valutare di volta in volta in base al nemico che avremo di fronte. Avremo inoltre a disposizione delle abilità magiche dedicate ai mondi Disney che andremo a sbloccare con il proseguire nella storia e che ogni volta che le attiveremo, ci delizieranno con una quantità enorme di effetti particellari e complessità nei poligoni che spesso ci sembrerà di trovarci all’interno di un film Pixar.
Questa “illusione” è presente nella maggior parte dei mondi Disney ed è un punto a favore che ha da sempre caratterizzato i vari Kingdom Hearts del passato, anche se in questo terzo capitolo si sono persi quasi totalmente i riferimenti legati ai Final Fantasy, la realizzazione tecnica, narrativa e artistica dei vari mondi che andremo ad esplorare è come sempre ai massimi livelli e nei mondi Disney ci sembrerà di trovarci all’interno di un film d’animazione, grazie alla cura maniacale nei dettagli riposta dagli sviluppatori.
Non potevano mancare ovviamente le battaglie spaziali a bordo della Gummiship che come di consueto rappresentano quasi un gioco a sé vista la cura e la quantità di contenuti che questa modalità di intermezzo include e ovviamente, guadagna molto nella spettacolarità anche grazie alla moderna veste grafica.
Graficamente Kingdom Hearts 3 è tutto ciò che potevamo desiderare quando eravamo dei ragazzi che passavano i pomeriggi a giocare sulla Playstation 2 a seguire le avventure di Sora.
Effetti particellari a volontà, texture realizzate nei minimi dettagli e ricchezza delle ambientazioni fanno di Kingdom Hearts 3 uno di quei giochi che è possibile apprezzare anche solo guardandolo giocare, ma che diventa magico con il pad alla mano.
Come già detto, la realizzazione dei mondi Disney è impressionante, le modifiche alle texture e allo stile grafico che vengono introdotte nei differenti mondi Disney, riescono ad amalgamare i personaggi principali a quelli del mondo in cui ci troviamo, rendendo perfettamente l’idea di trovarci all’interno di un film d’animazione Disney e lasciandoci spesso a bocca aperta.
Kingdom Hearts 3 non è un semplice gioco, ma la chiusura di un’era, una saga che ci ha accompagnato nella nostra adolescenza e che ci fa rivivere dei momenti ormai passati da molto tempo, ci fa tornare quei bambini incollati alla Playstation 2 e magari per alcuni di noi sarà un’occasione per avvicinare i nostri figli a questa storia che in un modo o nell’altro ci ha cresciuto e ci ha insegnato dei valori che poche altre opere d’intrattenimento potranno mai insegnare.
Sora, Topolino, Paperino, Pippo, grazie! E’ stato un viaggio stupendo!

 

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