a cura di Valerio Turrini

a cura di Valerio Turrini

Purtroppo la necessità di rinviare i giochi è sempre figlia delle aspettative, perché ovviamente più sono alte e più i margini di errore sono ridotti all’osso, soprattutto in un mercato come quello videoludico, dove ogni prodotto viene analizzato da giornalisti, Youtuber e giocatori stessi e le notizie nel mondo di internet circolano istantaneamente.

E’ vero che Cyberpunk 2077 si presentò con il suo primo trailer dicendo chiaramente che sarebbe uscito quando sarebbe stato pronto, ma è inevitabile che i giocatori abbiano un po’ storto il naso quando è stato confermato il rinvio del gioco da parte degli sviluppatori.
Ultimamente non è cosa rara per gli sviluppatori rinviare un gioco a poche settimane dall’uscita annunciata e i motivi possono essere vari, primo fra tutti la voglia di presentare un lavoro completo e rifinito per il quale è inevitabilmente necessario più tempo.
Cyberpunk 2077 però non è l’unico gioco tanto atteso e rimandato nell’ultimo periodo anzi, la lista è piuttosto lunga e include moltissimi titoli tripla A che sarebbero dovuti già uscire oppure in dirittura di arrivo.
Tra questi troviamo gli attesissimi Doom Eternal, The Last Of Us Parte 2, Final Fantasy VII Remake e Marvel’s Avengers, tutti titoli che hanno subito un rinvio più o meno lungo con Doom Eternal addirittura previsto per l’anno scorso e che salvo ulteriori rinvii arriverà sugli scaffali il prossimo marzo.
D’altro canto il lavoro dietro alla realizzazione di un videogioco è incredibilmente più lungo e complesso rispetto a 10 o addirittura 20 anni fa e un semplice lavoro di pulizia bug richiede molto più tempo soprattutto in titoli openworld come Cyberpunk 2077, dove i fattori necessari per il verificarsi di un certo bug potrebbero essere molteplici e questo obbliga purtroppo gli sviluppatori a sostenere estenuanti turni lavorativi per rispettare le scadenze, che inevitabilmente portano comunque a fare un lavoro frettoloso che si sa, non è mai sinonimo di qualità.
Noi siamo sempre dalla parte dello sviluppatore quando decide di assumersi le sue responsabilità, rimandare un prodotto (con conseguente rischio economico, non è che rimandare il lancio di un prodotto è a costo zero), per poterlo presentare nella migliore versione possibile, piuttosto che rischiare di presentarlo in condizioni non adeguate.
Un certo Shigeru Miyamoto disse: “Un gioco rimandato potrebbe essere buono, un gioco affrettato è sempre cattivo!”
Lo disse ai tempi del Nintendo 64, quando il lancio della console venne rimandato di circa 3 mesi, a riprova del fatto che anche quasi 30 anni fa la situazione era la stessa e i rinvii erano necessari per portare nei negozi i prodotti finiti.
Andando a memoria, ricordiamo la travagliata uscita di Tekken 5 rimandato varie volte in un’epoca dove le notizie si leggevano sui giornali e non su Twitter oppure la immensa lista di giochi annunciati e lasciati senza data di uscita per anni o addirittura decenni che hanno tenuto sulle spine i videogiocatori per tempi lunghissimi.  Tra questi come non citare Duke Nukem Forever, annunciato addirittura nel lontano 1997 e arrivato sugli scaffali nel 2011, neanche in forma smagliante tra l’altro.
Esempi più recenti e per il quale ne è valsa decisamente la pena aspettare sono stati Alan Wake, Persona 5 o gli ancora più recenti The Last Guardian e Kingdom Hearts 3, tutti giochi che hanno avuto periodi di gestazione lunghissimi prima di venire alla luce e che hanno prodotto inevitabilmente molte critiche sui tempi di attesa e relative aspettative sempre più alte.
È proprio qua che stimiamo uno sviluppatore che decide di ritardare un prodotto per migliorarlo, perché si assume il rischio enorme di far crescere l’aspettativa e di conseguenza aumenta il rischio di deluderla.
Rimanendo sempre in tema di giochi recenti, abbiamo un esempio lampante di un gioco che è stato rilasciato incompleto senza prendersi il giusto tempo per completarlo e che è stato massacrato da critica e videogiocatori ed è No Man’s Sky. Se un gioco del genere fosse uscito oggi, dopo 4 anni dall’uscita originale, con tutti i contenuti che sono stati inclusi nel tempo e la qualità raggiunta dopo anni di lavoro aggiuntivo, si sarebbe gridato al miracolo e invece verrà ricordato come un grande fuoco di paglia che ha deluso le enormi aspettative.
No Man’s Sky è la prova lampante che se gli sviluppatori non sono certi al 100% del loro lavoro, è giusto prendersi più tempo, è giusto lavorare per presentare il gioco al livello di qualità che ci si aspettava di dare ai videogiocatori, senza sé e senza ma.
Forse il problema stà negli annunci affrettati per colmare il programma di manifestazioni, E3 su tutte, in cui ogni publisher ha il timore di sfigurare rispetto ai concorrenti e allora si annuncia qualche progetto che non è nemmeno allo stato embrionale.
Ci sono titoli che sono sti annunciati ormai da un paio d’anni di cui non si è più sentito parlare e che non ci è dato di sapere se vedranno la luce o meno.
Che fine avranno fatto i vari Skulls & Bones, Watch Dogs Legion (già con campagna di pre sell), Biomutant, Dying lights 2, beyond god and evil 2 ecc. ?
Sicuramente anche l’annuncio di una nuova generazione di console contribuisce a “parcheggiare” dei prodotti più o meno importanti nel tentativo di avere una scia più lunga ed un maggior appeal iniziale sul consumatore.

A noi purtroppo resta l’attesa e l’aspettativa che con il passare del tempo inevitabilmente sale, ma quando al timone ci sono degli sviluppatori capaci e consapevoli della qualità che possono raggiungere con quel tempo aggiuntivo, allora dobbiamo solo che star tranquilli.