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a cura di Valerio Turrini

a cura di Valerio Turrini

Il rilancio di una serie storica come Call of Duty parte già dal titolo, uno di quelli più pesanti e difficili da rispettare nel panorama degli sparatutto.

Se si parla di Modern Warfare non si può non pensare alle epiche battaglie affrontate nella trilogia di Infinity Ward, che è stata consacrata da tutti come la migliore serie del franchise di Call of Duty, sia dal punto di vista del singleplayer che dal lato multiplayer. La rinascita di un brand come Modern Warfare non sarà sotto forma di prequel o sequel della serie, bensì di un reboot che ci porterà alla scoperta di nuove storie di guerra contemporanea che non saranno incentrate sul solito eroe invincibile che salva il mondo in solitaria o con la sua squadra di fenomeni, ma bensì avrà l’obiettivo di narrare la guerra dalle diverse prospettive possibili, senza dare una netta definizione al termine buoni o cattivi, ma dandoci la possibilità di impersonare i diversi attori del conflitto, che sia esso un soldato ben addestrato ed equipaggiato a dovere o un ribelle in canottiera armato di AK-47, dove il suo unico equipaggiamento è un ideale da difendere.
Il nuovo Call of Duty: Modern Warfare quindi si preannuncia interessante non sono dal lato multiplayer che inevitabilmente sarà il fulcro del gioco, ma mantiene un occhio di riguardo al singleplayer, che non sarà un semplice tutorial introduttivo all’online, ma tornerà ad essere una storia che merita di essere raccontata.
Se pensate che nell’ultimo Call of Duty: Black Ops 4 nemmeno era presente una campagna in singolo, è chiaro che il messaggio che gli sviluppatori vogliono mandare è un netto ritorno al passato per riconquistare la fetta di utenza perduta nel tempo.
Per evitare spoiler il singleplayer è stato ampiamente descritto ma solo in linea di massima e questo è un bene per chi vuole goderselo pad alla mano senza alcuna anticipazione, mentre le varie prove all’E3 e la beta pubblica ci hanno permesso di farci un’idea più o meno chiara del multiplayer, che introduce diverse novità interessanti.
Innanzitutto si tornerà al passato sotto diversi punti di vista, primo fra tutti il sistema di ricompense per le uccisioni, che torna ad essere legato alla sola serie di uccisioni, al quale verrà affiancato anche un sistema di gadget che si ricaricano con il tempo di gioco, indipendentemente da quante uccisioni farete o da quante volte morirete.
Si torna anche alle classi personalizzate, con la possibilità di scegliere liberamente armi, equipaggiamento e perk passivi, al quale inoltre è stato dedicato un profondo sistema di personalizzazione che ci permetterà di scegliere tra mirini, impugnature, calci e altri accessori per la nostra arma primaria e secondaria, ognuno con dei bonus e malus che dovremo essere bravi a mixare per trovare il giusto equilibrio che ben si adatta al nostro sistema di gioco.
Andando ad analizzare più nel dettaglio il gameplay pad alla mano, l’azione è molto ispirata ai vecchi Modern Warfare e ce la ricorda con il sorriso stampato in faccia, anche se nel dettaglio molte cose sono state migliorate e aggiornate all’attuale generazione, a partire dalle animazioni che risultano più fluide e ricche di dettagli, restituendo un realismo nei movimenti che si apprezza molto, soprattutto grazie ai 60 fps granitici.
Sono state introdotte anche numerose feature prese direttamente da altri sparatutto, come la possibilità di piegare l’arma in prossimità degli angoli per evitare di sporgere tutto il corpo e mirare rimanendo riparati e persino appoggiare l’arma all’angolo per ridurre il rinculo, mentre una modifica sostanziale in termini di gameplay è relativa alla penetrazione degli oggetti. Superfici come legno o lamiere non saranno più un riparo sicuro in quanto potranno essere trapassati dai proiettili e perciò dovremo stare molto attenti a ripararci dietro a una superficie resistente e ad avere la prontezza di purgare chi non sarà abbastanza attento. Tutto ciò sarà rapportato al tipo di arma utilizzato, visto che un semplice colpo di pistola sparato da distanza ragguardevole potrebbe essere bloccato anche da una tavola di legno, mentre un colpo di grosso calibro non avrà rivali neanche contro una spessa lamiera.
Altra sostanziale modifica al gameplay è la scomparsa della minimappa, sostitutita con una bussola in cima alla schermata di gioco; una modifica che i vecchi lupi della serie non gradiranno moltissimo, ma che spinge il giocatore a dover conoscere meglio la mappa e a prestare maggiore attenzione ai rumori ambientali. In conclusione, il gameplay di Call of Duty: Modern Warfare non stravolge i dogmi della serie, vince ancora la prontezza di riflessi e la velocità, ma le novità permettono di giocare anche un po’ più d’astuzia.
Dal punto di vista delle modalità di gioco, non mancheranno i classici Deathmatch a Squadre e Tutti Contro Tutti nelle diverse salse, i Cattura la Bandiera e i Cerca e Distruggi alle quali si aggiungono nuove modalità piuttosto interessanti.
Tra queste troviamo le battaglie 2 contro 2 in mappe ristrette di Gunfight, un Cerca e Distruggi più rapido dove le bombe si piazzano e disinnescano in appena un minuto o anche una bellissima variante del Deathmatch a Squadre, interamente giocato in notturna. Quest’ultima modalità ci è sembrata una delle più interessanti visto che favorisce un approccio più tattico. Niente radar, niente interfaccia e dovremo stare attenti persino all’uso del mirino laser in quanto il raggio sarà visibile a chi indossa il visore notturno e ovviamente i rumori di notte sono molto più distinguibili rispetto al giorno, dove elicotteri e carri armati rendono il campo di battaglia molto più rumoroso di una notte solitaria. Call of Duty: Modern Warfare strizza l’occhio anche a partite più grandi, con la modalità Guerra Terrestre, una versione allargata di Dominio che permetterà di schierare sul campo di gioco ben 64 giocatori totali, divisi in due fazioni da 32 giocatori, a loro volta divise in squadre da quattro giocatori, che facilitano la scelta del compagno per il respawn. In questa modalità sarà possibile guidare diversi veicoli di terra e aria per spostarsi all’interno della mappa e avere ulteriori possibilità di attacco o difesa contro il nemico. Il feeling alla guida è molto simile a quello visto nella battle royale di Black Ops 4, ma i neologismi con questo genere fortunatamente si fermano qui. La modalità Guerra Terrestre è Call of Duty in tutti i suoi frangenti, solo più grande e caciarone.
Non manca tanto, Call of Duty: Modern Warfare è in arrivo il prossimo 25 ottobre su Playstation 4, Xbox One e PC e dopo tanti anni l’interesse per un gioco di questa saga è tornato ai massimi livelli, anche perché ultimamente manca uno sparatutto in prima persona a far da padrone del genere e un gioco che si chiama Modern Warfare non può che essere il candidato numero uno a quel trono ormai vacante da troppo tempo.