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a cura di Federico Baglivo

a cura di Federico Baglivo

Walker Rage Ranger

A distanza di otto anni dal suo folle esordio, ecco a voi il ritorno di uno degli sparatutto in prima persona più esagerati del mondo dei videogiochi, sviluppato da Avalanche in collaborazione con id Software.​

In principio fu Rage, uno sparatutto in prima persona partorito dalle geniali menti di id Software, le stesse dietro a Doom e Wolfenstein per intenderci.
Prodotto da Bethesda, Rage seppe conquistare la platea di videogiocatori con il suo gameplay fresco ed originale. Oggi, a distanza di otto anni dal suo folle debutto, Rage ritorna su console e PC nella sua seconda incarnazione videoludica con il titolo di Rage 2. Il gioco, sviluppato da Avalanche Studio in collaborazione con id Software, prodotto ancora una volta da Bethesda è un concentrato esplosivo di follia post apocalittica, capace di rinnovare la sua rodata formula e di divertire come pochi altri titoli.
Il nuovo titolo di Avalanche è ambientato in un mondo aperto completamente esplorabile, che ci permetterà di vivere l’ispirata storyline della durata di circa dieci ore di gioco. Il nostro compito, nei panni di Walker, un ranger pseudo umano ultimo componente di un gruppo di combattenti, sarà quello di fermare una malvagia organizzazione dagli intenti tutt’altro che benevoli.
Per farlo, potremo fare affidamento sull’incredibile arsenale di armi messe a nostra disposizione.
Uno degli aspetti principali di Rage 2, infatti, è il suo gunplay: le meccaniche di shooting sono un vero e proprio marchio di fabbrica di id Software e, per quanto il titolo sia stato interamente sviluppato da Avalanche, la supervisione dei creatori di Doom, in particolar modo per quanto riguarda questo specifico aspetto, è palese e si è fatta senza dubbio sentire.
Non è un caso, infatti, che proprio il rodato sistema di utilizzo delle armi da fuoco sia stato visibilmente ereditato da un mostro sacro come il reboot di Doom e va fatto plauso ad Avalanche per aver reso divertentissima ed originale la meccanica di gioco principale di Rage 2.
Difatti, nonostante non sia un gioco sullo stile di Arma, ovvero uno sparatutto simulativo, Rage 2 restituisce un ottimo feeling con le armi utilizzate, rendendo coerente il rapporto scelta arma – effetto delle stesse.
Non solo, in Rage 2 abbiamo anche la possibilità di ampliare le abilità del nostro personaggio, personalizzandone le varie opzioni che, seppur non presenti eccessivamente in termini numerici, permettono diverse combinazioni per poter utilizzare diverse skill e upgrades.
Per guadagnarci queste nuove abilità dovremo rivolgerci ad alcuni, specifici NPC presenti nell’enorme mondo di gioco, i quali ci permetteranno di sbloccare delle abilità legate all’uso delle armi o alla guida dei veicoli.
A proposito di quest’ultimi, avremo la possibilità di guidare i mezzi futuristici più disparati, che vanno dai tank agli elicotteri, in un feeling arcade intuitivo e tutto sommato coerente.
La struttura di gioco, che ricorda da vicino un altro mostro sacro dei videogames come Far Cry, regala un loop di attività specifiche divertenti e ben congegnate, fatte di missioni di diverso tipo e scoperta di nuove aree di gioco, sempre piene zeppe di nemici da affrontare.
Sono presenti anche degli avamposti che dovremo ripulire per poter poi accedere alle varie aree geografiche, in un ciclo di gameplay decisamente divertente.
Seguire la sola quest principale, inoltre, non permetterà di sbloccare la mappa nella sua interezza quindi, una volta terminata la missione principale, dovremo cimentarci necessariamente nelle rimanenti attività secondarie utili a sbloccarla nella sua interezza.
Non solo, ogni missione dispone di un indicatore di difficoltà in una scala che va da 1 a 10 e di alcuni prerequisiti: per poter accedere a molte di esse saremo costretti a completare prima altri obiettivi, comportando per il giocatore un piacevole pretesto per l’esplorazione e per il completamento delle attività secondarie.
Forse, l’unico degli aspetti meno riusciti di Rage 2 è l’aspetto narrativo del titolo. Come già accennato in precedenza, la durata della storyline del nuovo gioco targato Avalanche si attesta attorno alle dieci ore circa, nelle quali vivremo una storia tutto sommato interessante, ma su cui sicuramente si sarebbe potuto fare meglio del classico duopolio tra bene e male.
Per quanto riguarda, invece, gli aspetti prettamente tecnici della produzione, ci troviamo di fronte ad un gioco sicuramente di impatto.
Merito della scelta, da parte di Avalanche, di mettere da parte l’id Tech 6 in favore del loro motore proprietario, Apex, che rende al meglio quando si tratta di ricreare enormi mondi aperti, con al loro interno diversi biomi, tra cui deserti, paludi e foreste davvero ben fatte e di un livello qualitativo medio alto.
Anche i modelli dei personaggi, le città e tutti gli altri ambienti rendono alla grande, con un frame rate solido e fissato a 60 FPS, per una fluidità utile ai fini del gameplay che rendono il gioco divertentissimo e longevo.
Nei prossimi mesi, inoltre, Rage 2 verrà riempito di nuove attività, così da rendere il gioco ancora più longevo e per migliorare i piccoli difetti a cui abbiamo fatto precedentemente riferimento.
In definitiva, il degno erede dell’esagerato Rage è tornato in grande stile: Rage 2 è uno sparatutto in prima persona divertentissimo, dinamico, caciarone e frenetico, pieno zeppo di follia post-apocalittica e di armi da fuoco, con un gameplay solido ereditato da uno dei migliori prodotti recentemente sviluppati da id Software e con una struttura di gioco open world originale e ben fatta.
Davvero un gioco eccezionale per tutti quanti cercano un prodotto di questo tipo e per gli appassionati del genere cui, certamente, non possiamo che consigliarlo caldamente!