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NBA 2K19

da admin

 

11 SETTEMBRE |
Genere
Piattaforma
Sviluppo
Publisher
Sportivo
PS4 Xone PC NSW
2K sports
2K sports

La magia della NBA torna sulle nostre console!

Iniziano le stagioni sportive e non poteva mancare la consueta celebrazione del basket d’oltre oceano.
Il mese di settembre si sa, è il mese degli sportivi e ogni anno tra le varie uscite di reinizio stagione videoludica, gli sportivi dominano le classifiche nazionali e mondiali con milioni di videogiocatori che non vedono l’ora di iniziare la nuova stagione del proprio sport preferito. In Italia le due “fazioni” dominanti sono il calcio e il basket, che dal punto di vista videoludica sta abilmente prendendo piede anche nel nostro bel paese e riesce a stagliarsi nelle parti nobili della classifica, in particolare il gioco di 2K Games, leader indiscusso del settore che nel tempo ha guadagnato parecchio terreno rispetto alla controparte EA Sports, sviluppatore che invece domina nel calcio.

NBA 2K19 rappresenta un ulteriore miglioramento rispetto al capitolo precedente anche se quest’anno gli sviluppatori sono rimasti un po’ nella loro confort zone e hanno preferito aggiornarne i contenuti, aggiungendo alcune gradite migliorie e nuove opzioni, ma senza introdurre grossi cambiamenti come accaduto lo scorso anno, con l’introduzione del “Quartiere” all’interno de La Mia Carriera che anche quest’anno, sarà il nostro HUB per accedere ai vari negozi e attività.
Ne La Mia Carriera in NBA 2K19 vestiremo i panni di AI, un giovane che ha mancato la sua occasione nel Draft post-college (non è stato scelto da nessuna squadra) e ha dovuto iniziare la sua carriera tra i cadetti della lega cinese, con la speranza di farsi notare e coronare il suo sogno di NBA.
Tra le mille difficoltà e i suoi problemi di integrazione in un campionato così diverso dalla NBA, in un paese con così tante differenze culturali e linguistiche, il nostro caro AI con fatica riuscirà a farsi notare da una squadra americana con sede a Los Angeles, ma invece di coronare il suo sogno di giocare per i Lakers e nella NBA finirà nella G-League la lega di sviluppo della NBA, un altro purgatorio dal quale farsi notare ed eventualmente emergere nella NBA. A differenza del classico fenomeno da college che viene scelto come prima scelta assoluta al Draft, la storia creata in NBA 2K19 è un taglio inedito ed è risultata più avvincente rispetto agli ultimi episodi un po’ sottotono. Come sempre il taglio cinematografico è all’ordine del giorno e ciò si denota anche dal nuovo editor per la creazione del personaggio, che ci viene presentato come fosse una sorta di set fotografico o “media day”, dove andremo a modificare le nostre statistiche e sembianze, con la possibilità di rendere il tutto ancora più realistico e applicare il nostro bel faccione al personaggio, grazie alla app per smartphone, quest’anno ancora più precisa.
Per quanto riguarda il gameplay, le promesse sono state mantenute e le diverse migliorie richieste dai fans sono finalmente state introdotte, tra cui troviamo il ciclo giorno-notte all’interno del Quartiere, che va ad influenzare anche le attività e le possibilità di interazione e finalmente, un numero maggiore di attività e possibilità che ci permetteranno di accumulare più VC per potenziare il nostro giocatore e personalizzarne l’aspetto. Una delle critiche più pesanti attribuite a NBA 2K18 era l’onnipresenza dei VC e la scarsa reperibilità della moneta del gioco, che spingeva volutamente il giocatore ad affacciarsi al mondo delle microtransazioni, che purtroppo risultavano quasi necessarie. In NBA 2K19 la situazione microtransazioni è nettamente migliorata, guadagniamo molti più VC nelle partite e dalle e ciò ci permette di potenziare il nostro giocatore senza dover necessariamente spendere soldi reali.
Per quanto riguarda il resto dell’offerta di NBA 2K19, qualche miglioria anche per Il Mio GM e La Mia Lega, dove troviamo la possibilità di gestire il ruolo del Mentore all’interno del roster, che potrà aiutare i nostri giovani a migliorarsi e la possibilità di usare le classi Draft storiche, a partire dal 1960 e attraversando anni storicamente ricchi di talenti come il 1984, 1996 o il 2003, oppure un blocco che comprende tutte le annate storiche. In realtà questa opzione era già utilizzabile nei capitoli precedenti grazie al lavoro della community, che ha da sempre creato e aggiornato una miriade di roster personalizzati che ci permettevano il salto attraverso le varie epoche, ma l’introduzione “ufficiale” dei Draft storici ci ha fatto davvero molto piacere.
Come sempre non mancano le altre novità già presenti in NBA 2K18, come La Mia Squadra (la modalità Ultimate Team di NBA 2K), Stagione, Play-off e le modalità online, il tutto racchiuso in una rinnovata veste grafica dei menù che risulta essere più chiara e visivamente curata.
Riguardo al gameplay sul parquet, non ci sono grandissimi stravolgimenti rispetto al passato, il gioco è rimasto pressoché invariato e questo è un bene vista l’ottima qualità raggiunta in NBA 2K18.
Dal punto di vista tecnico, come sempre NBA 2K è il gioco sportivo più sbalorditivo a livello grafico e questo NBA 2K19 è ancora meglio rispetto al precedente capitolo.
Il confronto con altri titoli sportivi riguardo ai volti dei giocatori, alle animazioni e alla resa di alcuni effetti come sudore e peli corporei è impari, ma c’è anche da dire che il numero di giocatori da realizzare e muovere in-game è di molto inferiori rispetto ai vari FIFA o PES, ma rimanendo sempre in ambito cestistico, anche contro NBA Live, NBA 2K19 ne esce vincitore a mani basse. Come ogni anno segnaliamo inoltre un grande lavoro nella colonna sonora, quest’anno curata da Travis Scott, che include diversi brani rap, perfetti per il mood NBA.
NBA 2K19 è il titolo cestistico definitivo, frutto di anni e anni di miglioramenti per una serie che ormai ha raggiunto l’apice sia nella qualità che nella quantità di materiale offerto e seppure quest’anno non ci sono enormi migliorie, merita comunque l’acquisto da parte dei fan della NBA e non.

A cura di Valerio Turrini

 

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