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a cura di Federico Baglivo

a cura di Federico Baglivo

Tu sei il prossimo!

A distanza di quattro anni dal fortunato esordio su console next gen, ritorna in tutto il suo splendore uno dei picchiaduro più amati del mondo dei videogiochi, accompagnato dalla sua consueta carica di violenza, un motore grafico in grande spolvero ed una narrativa davvero convincente.

“FINISH HIM!”
Ci siamo, è arrivato il momento. Dopo un primo scontro vinto sul fil di lana ed un secondo match decisamente combattuto, il nostro avversario è esausto, e si trova ciondolante davanti a noi.
Una voce fuori campo ci ordina di finirlo completamente, così da poter avanzare nel nostro percorso.
Eseguita la combo, parte un’animazione: Scorpion, iconico non-morto lottatore del Netherrealm, vola verso il ventre del suo contendente, trapassandolo da parte a parte e lasciandolo con la sola colonna vertebrale in vista.
Arrivato alle spalle dell’avversario, il ninja vestito d’oro e di nero estrae velocemente la sua Mugai Ryu, decapitando in un solo fendente il malcapitato.
Non contento, con un calcio rotante spedisce la testa in aria la quale viene, infine, trafitta dalla sua altrettanto iconica lancia kunai, “FATALITY!”.
Quella che avete appena letto è soltanto la descrizione di una delle molteplici fatality presenti nel nuovo picchiaduro ad incontri di NetherRealm Studios, Mortal Kombat 11.
Molti, nel leggerla, avranno pensato che la violenza con cui il personaggio di Scorpion si accanisce sul suo avversario sia oltremodo esagerata, ma è proprio questa voluta esagerazione che ha reso il titolo la pietra miliare che è oggi.
Mortal Kombat ha, appunto, fatto dell’ostentazione della violenza, del gore, il vero punto di forza nel corso degli oltre vent’anni della sua storia, diventando così una delle saghe più amate ed apprezzate del mondo dei videogiochi, capace di attrarre sempre tantissimi videogiocatori ad ogni nuovo capitolo.
Anche in Mortal Kombat 11 è presente questa peculiare tipologia di violenza, che è tutto fuorché gratuita o fine a sé stessa, che torna e, come da tradizione, rende il nuovo episodio un must have per ogni appassionato.
Partiamo dalla storia: Mortal Kombat 11 inizia poco dopo i fatti avvenuti in Mortal Kombat X. Shinnok, dopo essere stato sconfitto da Cassie Cage, si trova nelle mani di Raiden che lo tortura nella camera Jinsei, la fonte dell’equilibrio per il regno della Terra.
Raiden non sembra essere il solito Raiden, e difatti non lo è.
È stato corrotto dal potere di Shinnok nel tentativo di ripristinare la fonte Jinsei e, in un impeto di rabbia, pervaso da una malvagità che non gli appartiene, Raiden decapita Shinnok lasciando la sua testa a ricordo di quanto successo, teletrasportandosi subito dopo.
Ed è proprio qui che entra in gioco uno dei volti nuovi del gioco sviluppato dai ragazzi di NetherRealm Studios: Kronika.
La guardiana del Tempo compare nella camera dove la testa viva di Shinnok è stata lasciata come monito, riferendogli che Raiden ha stravolto il corso degli eventi con il suoi operato in Mortal Kombat X, e che quella era stata l’ultima volta.
Inizia così la nostra avventura nel Netherrealm, in un crescendo di scontri e colpi di scena emozionanti che ci accompagneranno nell’arco della storia principale.
Dobbiamo ammettere che la nuova linea narrativa iniziata due episodi fa si sta rivelando una gran bella sorpresa: nel corso di questi tre capitoli della serie, gli sviluppatori di NetherRealm Studios sono stati in grado di aumentare il livello qualitativo della narrazione, appassionando sia i giocatori di vecchia data che le nuove leve.
A rafforzare questa convinzione è il fatto che il gioco risulta anche essere completamente localizzato nella nostra lingua, con un doppiaggio di qualità che migliora quanto di buono fatto nei precedenti.
Inoltre, Mortal Kombat 11 ricalca il metodo narrativo già utilizzato con gli altri episodi della serie, raccontando senza soluzione di continuità la sua trama, in un’alternanza di scontri e cut scenes.
Ma l’aspetto narrativo non è l’unico plus del titolo, come nei precedenti episodi della serie, anche in questa nuova iterazione troviamo una giocabilità ai massimi livelli, fatta di perfetto bilanciamento tra tutti i Kombattenti del roster – quelli disponibili sono attualmente poco più di 25, in aumento con i vari DLC/season pass – e comandi accessibili sia dai neofiti che da un pubblico più esperto, che mangia pane e picchiaduro a colazione.
È davvero difficile trovare un punto debole a questo Mortal Kombat 11, in quanto anche a livello tecnico il titolo è nettamente migliorato rispetto ai precedenti episodi.
Merito soprattutto dell’engine utilizzato per lo sviluppo, una versione custom radicalmente migliorata dell’Unreal Engine 3.
Alquanto fenomenale il risultato raggiunto: effetti, animazioni, arene di gioco e modelli dei personaggi sono una vera e propria gioia per gli occhi. L’offerta ludica, inoltre, rappresenta una somma di quello che ci si aspetta in un titolo come Mortal Kombat: ad affiancare la modalità storia ci sono quindi numerose altre modalità di gioco, che vanno dall’allenamento al torneo classico (una sorta di modalità arcade, se vogliamo definirla così), dallo scontro veloce alla modalità classica della Torre. Insomma, tanta carne al fuoco per una longevità decisamente elevata. Probabilmente a livello audio si sarebbe potuto fare qualcosina in più, ma non ce la sentiamo proprio di andare a trovare il proverbiale pelo nell’uovo, in quanto anche qui ci troviamo di fronte ad un comparto che ha ricevuto dei notevoli miglioramenti.
In definitiva, il re dei picchiaduro gore/splatter è tornato e non poteva farlo in modo migliore: Mortal Kombat 11 è un concentrato di violenza, giocabilità, divertimento e tecnica, che aspetta solo i suoi nuovi Kombattenti.
Se decidete di accettare la sfida, siamo certi che troverete nel nuovo titolo di NetherRealm Studios un prodotto che risponde alle vostre esigenze di picchiaduro fuori dagli schemi, capaci di appassionare non solo con la giocabilità, ma anche con una narrativa di tutto rispetto.
Siete pronti ad essere i prossimi?

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